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Via Pracchiuso avrà il proprio “prato aperto”
11 Settembre 2018

Via Pracchiuso avrà il proprio “prato aperto”

Via Pracchiuso, il cui antico nome sta proprio per “prato chiuso” avrà finalmente il proprio “prato aperto” per tutta la popolazione: ieri, infatti, la giunta comunale ha approvato il progetto dei lavori per il primo lotto della zona che mesi fa è passata di proprietà dal Demanio Militare alla Regione Friuli Venezia Giulia e da quest’ultima all'azienda pubblica per i servizi alla persona La Quiete. 

Stamattina c’è stato un sopralluogo del grande sito dell’ex ospedale militare a cui hanno preso parte l’Assessore regionale Graziano Pizzimenti, l’Assessore del Comune di Udine Alessandro Ciani, il Prefetto di Udine Angelo Ciuni insieme al Colonnello Massimo Comelli  e ai presdienti e vicepresidenti de La Quiete e della Fondazione Morpurgo Hoffmann, rispettivamente Stefano Gasparin e Antonio Corrias, Aurelio Ferrari e Michela Bacchetti.

Il primo step dei lavori, come ha spiegato Gasparin e l’architetto Alessandro Verona, riguarderà proprio l’abbattimento del lungo muro che corre lungo il lato destro di via Pracchiuso e che riaprirà la zona verde (il cosiddetto prato) a beneficio di tutta la cittadinanza su un’area, cosiddetta “il triangolo”, di circa 3mila metri quadri. 

“È importante notare che questo progetto è stato voluto e portato avanti sia dalla precedente amministrazione comunale sia dalla nuova con lo stesso entusiasmo – ha voluto sottolineare Corrias – proprio perché si tratta di una riqualificazione senza precedenti per il quartiere e per la città intera, condiviso fin dal principio con la popolazione, tanto che è nato un comitato a sostegno dell’iniziativa”.

Nel progetto, infatti, (1,4 milioni di euro in totale, metà a carico de La Quiete, l’altra metà finanziati dalla Regione), l’area verde sarà dotata di una lunga panca per sedersi, facilmente accessibile anche a persone con ridotte capacità motorie, come gli ospiti della Asp di via S. Agostino.

Ulteriori 2 milioni di euro finanziati dalla regione saranno utilizzati (con successivo appalto) per realizzare i nuovi uffici de La Quiete attraverso il recupero dell’edificio (l’unico vincolato dalla sovrintendenza Beni Culturali) che si affaccerà proprio sul nuovo giardino pubblico in un’ideale osmosi tra struttura sanitaria e città, tra anziani e nuove generazioni. Non solo: come ha spiegato Gasparin, l’ultimo passaggio sarà quello di demolire i vecchi edifici ormai inutilizzati da decenni (come quello dell’ex ospedale militare) per realizzare il nuovo padiglione de La Quiete con oltre 100 posti letto in più.

Un capitolo a parte riguarda la nuova sede della Prefettura di Udine che occuperà gli edifici che si affacciano sul bellissimo chiostro: l’obiettivo è chiudere i lavori entro un anno, ovvero entro settembre 2019.

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