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Valutazione del rischio sismico degli edifici strategici:  La Quiete diventa esempio nazionale
21 Marzo 2019

Valutazione del rischio sismico degli edifici strategici: La Quiete diventa esempio nazionale

La Quiete diventa esempio virtuoso di come un’azienda pubblica, in questo caso una Asp (azienda pubblica per i servizi alla persona), possa gestire e coordinare efficacemente la riqualificazione sismica del proprio patrimonio immobiliare garantendo da un lato la razionalizzazione dei costi e, dall’altro, continuità nella qualità del servizio per i propri utenti, persone anziane non autosufficienti.

Grazie alla collaborazione con l’Università degli Studi di Udine che ha messo in campo un team di ricercatori coordinati dal professor Antonino Morassi, La Quiete ha scelto un approccio non tradizionale per verificare la sicurezza sismica dei propri edifici, a partire dal padiglione Hoffman.

Tale approccio e i suoi risultati sono così innovativi ed efficaci da essere diventati il fulcro del convegno “Metodi dinamici per il monitoraggio e la valutazione della sicurezza sismica di opere strategiche” organizzato dall’Università degli Studi di Udine insieme a La Quiete in collaborazione con Anci Fvg e ComPa Fvg e che ha visto la partecipazione del professor Fabrizio Vestroni e del professor Carmelo Gentile dell’Università La Sapienza di Roma e del Politecnico di Milano, oltre all’ingegner Paolo Panzeri della P&P Consulting Engineers di Seriate (BG).

“Il primo obiettivo che mi sono posto da assessore è proprio quello della sicurezza dei cittadini– ha commentato l’Assessore regionale a infrastrutture e trasporti Graziano Pizzimenti– la nostra è una regione particolare per quanto riguarda il rischio sismico: per questo gli edifici scolastici sono già stati tutti valutati. Il nodo più importante da affrontare è quello dei costi che l’adeguamento degli edifici strategici comporta: proprio per questo, se il metodo sperimentato da La Quiete risulta così efficace sia per la sicurezza sia per la razionalizzazione dei costi pubblici di intervento, ne valuteremo l’applicazione a livello locale anche dal punto di vista normativo”.

“Abbiamo scelto di applicare test dinamici innovativi sul padiglione Hoffman– ha spiegato l’ingegner Marta Fedele Dell’Oste del cda de La Quiete – è come scattare una “fotografia” accurata della struttura che consente di non sottovalutare alcun rischio, di indirizzare al meglio gli eventuali interventi e quindi di risparmiare o spendere al meglio i fondi pubblici.”

Questo sistema, infatti, non solo consente di ottimizzare i costi di intervento ma anche di mantenere operativa la struttura senza alcun impatto sui residenti che non si sono accorti di nulla: un elemento fondamentale  perché si tratta di persone per cui rumori, cambi di stanza o piccole interferenze nella routine quotidiana possono creare un notevole disagio.

“La Quiete è un organismo complesso– ha sottolineato Damiano Degrassi del cda Quiete – L’emergenza sismica avrebbe un impatto enorme su una struttura protetta come questa: pensiamo solo all’ipotesi di dover spostare tutti o alcuni dei 450 residenti. Per questo abbiamo realizzato un laboratorio sperimentale che può proporsi come esperienza pilota ed efficace per altre strutture sanitarie, assistenziali, scuole, uffici pubblici.”.

Ciò che emerso dalla sperimentazione sul padiglione Hoffman, infatti, vale anche per il resto del territorio nazionale: l’età media delle costruzioni strategiche in Italia, infatti, è la stessa degli edifici di proprietà de La Quiete, circa 50-60 anni: la necessità di controllo, manutenzione e riqualificazione strutturale degli edifici, prevista per legge da una norma del 2005, è un’esigenza di grande attualità, in particolare nelle zone ad elevato rischio sismico. 

Come ha sottolineato l’assessore del comune di Udine Alessandro Ciani“La Quiete rappresenta un’eccellenza per la nostra città e un evento come quello organizzato oggi è un valore aggiunto per l’intero territorio regionale e non solo: va oltre le bandiere politiche perché ha come obiettivo la sicurezza di tutti, a partire dai soggetti più deboli come gli anziani”.

“Quella che viene presentata oggi è una ricerca fatta con risorse locali a favore del territorio che al tempo stesso ospita esperti di importanti atenei italiani: – ha commentatola professoressaMaria Cristina Nicoli, delegato alla ricerca Uniud– la giornata odierna rilancia il tema del ruolo che può avere un’università più piccola e decentrata: questo convegno è esempio virtuoso di come l’università locale agisca per il bene del proprio territorio e di come sia capace di coinvolgere ed interessare allo stesso tempo una dimensione nazionale.”

“Costruire sempre meno e consolidare il nostro patrimonio immobiliare: storico, fragile e sempre più datato– è la visione del futuro che ha illustrato il professor Antonino Morassi Il nostro ateneo deve prendere esempio proprio dal questo modello virtuoso di Friuli creando percorsi didattici  che formino le professionalità del futuro nel campo dell’ingegneria: laureati altamente specializzati che probabilmente nei prossimi decenni dovranno intervenire sull’esistente e non costruire ex novo”.

Particolarmente soddisfatti dell’evento di oggi anche il Presidente di Anci FVG Mario Pezzetta e il Presidente di Federsanità Anci FVG Pino Napoli presential convegno. Pezzetta ha sottolineato che “la prevenzione del rischio sismico è un tema fondamentale per una regione che è stata toccata duramente dal terremoto come il Friuli Venezia Giulia: è cosa inusuale che una Asp organizzi un evento come quello di oggi dimostrando una visione innovativa che guarda al futuro e alla prevenzione della sicurezza”. Anche secondo Napoli “è questo il modo corretto di porsi da parte di un’azienda pubblica verso tematiche così sensibili per il territorio, metodologie che devono essere di esempio nel sapere mettere insieme amministrazione, mondo accademico e scientifico”.

 

 

 

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